Arcipretura di Casalvecchio Siculo

Parrocchia S. Onofrio Eremita

 

 

 

L'ABBAZIA DEI SS. PIETRO E PAOLO

 

È la più importante opera architettonica dell'intera vallata del fiume Agrò, dal quale prende il nome, ed una delle più importanti di tutta la Sicilia.

La costruzione originaria risalirebbe a circa il 560 d.C. La struttura attualmente visibile risale al 1117 ed è stata fatta costruire dal normanno Ruggero II su richiesta del monaco Gerasimo, divenutone il primo abate. È stata poi definitivamente ristrutturata nel 1172 ad opera del capomastro Gherardo il Franco, come si legge sull'architrave dell'ingresso principale, ed è giunta a noi praticamente intatta e senza sostanziali modifiche posteriori.

Ha l'aspetto di una chiesa fortificata con il classico orientamento della parte absidale ad est. Architettonicamente è caratterizzata dall'intrecciarsi dei vari stili del tempo: lo stile bizantino, lo stile arabo e lo stile normanno. In particolare, per quanto riguarda lo stile bizantino, tra l'altro, si possono notare la policromia delle varie membrature, i capitelli e una croce bizantina sovrastante la porta d'ingresso; per quanto riguarda lo stile arabo, le due cupole con un terminale di stile chiaramente arabeggiante e con il continuo e spettacolare sovrapporsi di archeggiature che sorreggono tali cupole; con riferimento infine allo stile normanno, si può notare lo schema planimetrico a tre navate, con l'ingresso fiancheggiato da due torri, caratteristica questa delle grandi cattedrali siciliane di Monreale, di Palermo e di Cefalù.

È detta basiliana perché l'annesso convento era abitato dai frati dell'ordine di San Basilio. A tale convento erano, tra l'altro, anessi vasti territori e addirittura interi villaggi, fra i quali l'attuale Forza d'Agrò.

La chiesa è stata oggetto di numerosi studi nel corso degli anni da parte di vari studiosi, tra i quali Stefano Bottari e Pietro Lojacono (Sovrintendente alle Belle Arti di Catania, nel 1960). Recentemente è stato proposto ufficialmente all'UNESCO di inserire tale monumento nell'elenco dei beni artistici patrimonio dell'umanità.

La chiesa è facilmente raggiungibile percorrendo la strada provinciale che da Casalvecchio porta verso Antillo, seguendo le indicazioni ed immettendosi, subito dopo Casalvecchio, sulla strada, recentemente allargata ed asfaltata, che conduce direttamente al sito.

Tornando al tempio dei SS. Pietro e Paolo, qui, come sopra detto, si fondano, in perfetta sintonia e magnifica estetica, l’arte bizantina, l’arte araba e l’arte normanna. L’arte bizantina si rivela nella decorazione delle facciate, nella struttura a mattoni con ornate a dente di sega ed a spina di pesce e nella sagoma di pulvini (blocco a tronco di piramide con base maggiore in alto, posto tra il capitello e l’arco); l’arte araba si distingue grazie alle archeggiature sovrapposte sorreggenti la cupola minore, che si sviluppa su una serie di pennacchi sovrabbondanti con un tamburo ottagonale contenente otto finestrelle; mentre lo schema planimetrico, a tre navate, con ingresso fiancheggiato da due torri ed il portico interposto tra le stesse due torri, è invece elemento rivelatore dell’arte normanna. Il tutto racchiuso in un insieme di policromie, di mattoni rossi, di pietre bianche arenarie e nere laviche, che costituiscono le caratteristiche principali dei prospetti e contribuiscono a fare di questo monumento un vero e proprio gioiello dell’architettura, che “per il suo pregio artistico viene considerato fra i più interessanti monumenti della Sicilia e senza esagerazione del mondo”.